giovanna 的个人资料Benvenuti nel mio umile ...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
Benvenuti nel mio umile mondo*(¯`•.¸-¸.¤*¨*ღ ♥♥♥♥Un soffio di gelido vento spoglia i rami dalle foglie, come zampilli di sogni senz'acqua ♥♥♥♥ღ*¨*¤.¸¸.•´¯)*.Un soffio del tuo amore riscalderà per sempre il mio cuore. |
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La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere,
sfogliarli a caso è sognare.
del vostro passaggio Grazie veni cu mia n'ta terra du suli http://fada-de-gibel-morgana.spaces.live.com/default.aspx
e
levici i manu
11月24日 Racconto Il mio DreamCominciano tutte così vero?
C'era una volta...ecc ecc... Dunque...
In un paesino di campagna viveva una giovane ragazza dai capelli scuri come l'inchiostro e soffici come la seta...Aveva un corpicino minuto ma robusto con carnagione olivastra e pelle morbida e vellutata come i petali di rosa, due grandi occhi vivaci e intelligenti e delle labbra piene e sempre sorridenti, davano un aria spensierata al viso gia bellissimo della giovane donna.
Tale fanciulla viveva ai margini del paesello con l'anziano padre ( un pò orso ma in fondo tanto buono ) in una casetta piccola ma accogliente, immersa nella natura e dalla quale proveniva sempre un odorino di cibo tale da far venire l'acquolina in bocca a chiunque si trovasse a passare di li.
Le giornate trascorrevano tra le mura domestiche lucidando pavimenti, lavando, spolverando e preparando la cena per il padre di ritorno dai campi.
Orfana di madre tutte le responsabilità ricadevano su di lei, era compito suo badare alla famiglia e a tutti i suoi componenti; la madre morì dando alla luce Lucky, il suo fratellino che adesso accudiva come fosse un figlio.
I pochi momenti liberi che riusciva a ritagliare per se li passava sognando ad occhi aperti e immaginando il principe azzurro.
Un giorno la giovinetta si incamminò, come usava fare tutte le mattine verso il pozzo per prendere l'acqua necessaria al fabbisogno della casa.
Giunta sul posto, bagnata come un pulcino per via della forte pioggia e tanto infreddolita, alzò gli occhi al cielo e con lieve tono di disperazione nella voce chiese a Gesù: < Perchè? Perchè? Perchè non posso essere come tutte le altre ragazze?? >;Non ottenendo alcuna risposta si rassegnò e accettò il suo destino.
Raccolse il secchio e con una grossa corda lo calò nel pozzo il tempo necessario che si riempisse, mentre lo ritirava su pieno di acqua sentì un rumore e voltandosi vide arrivare un giovane uomo a piedi, tenendo per le briglie un magnifico cavallo nero come la notte più buia.
Lo guardò incuriosita: era bellissimo, anch'esso scolato fradicio a causa della pioggia, con i capelli bagnati che ricadevano sul viso...Era più simile ad un apparizione che ad un uomo in carne e ossa...
<Buon giorno> disse il ragazzo< potrei avere un pò d'acqua per il mio cavallo?>. A queste parole la ragazza si ridestò uscendo da quella sorta di incanto nel quale era caduta e senza mai distogliere lo sguardo da quel sorriso angelico prese un pò di acqua e la porse al giovane sconosciuto. Il ragazzo abbeverò lo splendido destriero, si lavò mani e viso ringraziando la giovane donna.
Lei lo osservava curiosa, non lo aveva mai visto in paese ed era attratta da quello straniero che veniva da chi sa dove.
L'uomo si voltò per andarsene ma ad un tratto si fermò e da sopra la spalla chiese: < Come ti chiami mia dolce fanciulla? > La ragazza aspettò qualche secondo prima di rispondere approfittandone per riprendere fiato e alla fine rispose: < Mi chiamo Hope >, udito come si chiamava la sua benefattrice il misterioso cavaliere chiese il significato di un nome tanto strano, < significa speranza > rispose Hope, avuta la spiegazione l'uomo sorrise e rimontando a cavallo disse:< Bhe grazie Hope >, dopo di che voltò il cavallo e spronandolo si allontanò al galoppo.
A quel punto la ragazza rimase un attimo perplessa e solo in un secondo momento capì il motivo di quello stato d'animo: <Stupida,Stupida che non sono altro> si disse < Non gli ho nemmeno chiesto il suo nome e ora non lo saprò mai >Poi accennando una breve corsa in direzione dell'animale che si allontanava sempre più velocemente gridò con tutto il fiato che aveva in corpo: <NON MI HAI DETTO IL TUO NOMEEEE >,
a quell'urlo improvviso il cavallo del misterioso uomo si fermò di colpo e mentre lo vedeva impennare a Hope parve di sentire un grido lontano: < IL MIO NOME E DREEEAAAM >
Rimasta sola Hope si sedette poggiando la schiena contro un albero vicino con la mente sgombra da ogni pensiero... Se qualcuno glielo avesse chiesto non avrebbe saputo dire quanto tempo rimase in quella posizione, forse pochi minuti o forse ore; L'unica cosa di cui era sicura è che quando si incamminò verso casa era già calata l'oscurità.
Da quel giorno Hope tornò tutte le mattine al pozzo ripercorrendo con lo sguardo la direzione dalla quale scomparse il misterioso cavaliere ma di lui, mattina dopo mattina, non si seppe più nulla.
Lei lo aspettò ogni giorno al solito posto sperando in un suo ritorno, ma in cuor suo, non vedendolo mai spuntare, cominciava a pensare che fosse stato solo il frutto della sua immaginazione fino a quando, un bel giorno, mentre era intenta nelle solite faccende di routine, si sentì sfiorare una spalla mentre una mano forte afferrava decisa il secchio al posto suo.
Colta di sorpresa la ragazza si voltò di scatto e vedendo quel viso angelico che tanto aveva aspettato rimase come impietrita.
< Scusa, non volevo spaventarti > Disse lui guardando il volto stupito della ragazza: < Sono io Hope, sono Dream, non ti ricordi di me? >, ripresasi dallo sgomento Hope riuscì a balbettare un timido < buon giorno >.Rimasero ore a parlare
e da quel giorno tutte le mattine si incontrarono alla solita ora al solito posto dove arrivava sempre un pò impaurita per timore che suo padre potesse scoprirla e vietarle così di recarsi al pozzo per prendere l'acqua. Così tra un sotterfugio e l'altro i giorni passarono felici, dal momento in cui rivide il misterioso Dream un raggio di sole sembrava illuminarle sempre volto e occhi... Non capendo il motivo di tanta felicità si sorprendeva sempre più spesso a cantare, ridere, ballare...
Persino le faccende domestiche venivano fatte più volentieri...Il padre si accorse di questo cambiamento e la osservava in silenzio lieto di rivedere la felicità sul viso della figlia e per paura di rovinare quello stato d'animo che Hope aveva abbandonato dal giorno in cui le venne a mancare la madre.
Un dì, camminando tra gli alberi, il suo principe la prese per mano fermandola e tirandola a se dolcemente:
<Ti amo> le disse e a quelle parole la ragazza rimase impietrita, non per chissà quale motivo ma dalla felicità...Quelle parole le aveva sognate ogni singolo giorno della sua vita, ma mai avrebbe pensato di sentirsele dire e colta di sorpresa abbassò lo sguardo non sapendo cosa rispondere.<Guardami Hope... Ti amo, ti amo più di ogni altra cosa al mondo... Da quando ti ho incontrata mi sei entrata nel cuore, non è passato giorno che non pensassi a te e il mio unico obbiettivo è sempre stato solo quello di tornare da te Hope...Io ti amo amore mio ti amo davvero ti amo con tutto me stesso...> Incapace di rispondere ad una dichiarazione tanto decisa Hope, forse per vergogna o forse perchè consapevole del proprio destino che la vedeva perennemente dedicata alle cure del padre che non poteva essere abbandonato a se stesso o del fratellino, raccolse il secchio e con le lacrime agli occhi corse via tanto velocemente da far strabordare tutto il contenuto del recipiente.
Stupefatto da tale reazione del tutto inaspettata il ragazzo la seguì con gli occhi fin quando non la vide sparire tra la boscaglia e anche all'ora rimase immobile qualche minuto prima di riprendersi dallo shock causato dalla vera e propria fuga improvvisa della ragazza.
Dopo qualche minuto, affranto per i suoi sogni andati in fumo e con il cuore spezzato e colmo di delusione, si voltò e lentamente, quasi per inerzia, si incamminò verso casa.
Dentro di se cresceva la certezza di averla persa per sempre!!
Mentre procedeva verso casa, sempre più triste e immerso nei suoi pensieri, si sentì "cadere" addosso qualcosa fredda e soffice e alzando gli occhi verso l'alto notò che il cielo era grigio e completamente coperto di nubi dense dalle quali cominciava a scendere qualche fiocco di neve.
Dopo qualche minuto quel lieve nevischio si trasformò in una vera e propria bufera perciò Dream decise di andare nella stalla a dare un occhiata al suo bel cavallo e controllare che non avesse bisogno di nulla, approfittandone lui stesso per distrarsi un pochino.
I suoi pensieri erano costantemente rivolti verso colei alla quale aveva dichiarato il proprio amore e alla quale non riusciva a smettere di pensare anche mentre accarezzava e abbracciava il possente destriero che gli era stato donato anni addietro e che era l'unico amico fedele che avesse mai avuto.
Pulito il fieno, diede una strigliata all'animale, cambiò l'acqua e la biada e dopo avergli dato un ultima razione di coccole Dream tornò sui suoi passi e uscito dalla stalla notò un incredibile cambiamento nel paesaggio circostante: uno spesso strato di neve copriva ogni cosa a vista d'occhio, dense colonne di fumo si alzavano dai camini delle case vicine ed il tutto sembrava immerso in un silenzio irreale e stupendo.
Nonostante dopo una lunga giornata si sentisse stanco ed infreddolito Dream non riusciva a smettere di pensare a Hope nè, tanto meno, a capacitarsi del suo comportamento a dir poco stranissimo.
Mentre si accingeva ad entrare in casa uno strano rumore, una sorta di picchiettio continuo e regolare, lo distolse dai suoi pensieri. Incuriosito da quella specie di picchiettio soffocato ma intenso Dream si diresse verso quel martellare e vedendo da cosa fosse procurato fu colto da uno scoppio di risa...Infatti si trattava di un piccolo picchio che, per niente impaurito dall'avvicinarsi dell'uomo, lavorava di gran lena provocando un frastuono infernale.
Dream si avvicinò cauto e molto lentamente allungò una mano in direzione dell'animaletto che si lasciò accarezzare con estrema naturalezza. Anche in quel momento la mente del ragazzo era rivolta altrove e accarezzando la testolina del piccolo animaletto con l'indice della mano sinistra disse con un sorriso spento < Mio piccolo amico, ho da chiederti un favore immenso: faresti una cosa per me? >.
E proprio vero che a certi animali manca solo la parola!
L'uccellino infatti piegò la testa di lato e lo guardò attentamente come fosse in attesa di ulteriori spiegazioni; Dream, che in cuor suo sapeva che il picchio le avrebbe fatto quell'enorme piacere, entrò in casa portando con se il batuffolino di piume ed una volta al coperto si recò verso la cassettiera da dove estrasse dei fogli e un calamaio, dopo di che si sedette allo scrittoio e con l'uccellino appollaiato sulla spalla destra scrisse:
"Mia dolce piccola Hope, ti aspetto domani al solito posto.
tuo Dream "
Scritte quelle poche parole piegò il biglietto e presa una cordicella lo legò alla zampetta del volatile .
Fissato il messaggio restò immobile e pensieroso a osservare il piccolo picchio che sembrava guardarlo perplesso e confuso... Sempre sopra pensiero Dream prese in braccio il microscopico uccellino e avvicinandolo al viso come per farsi capire meglio spiegò: <poco lontano da qui, ai confini del paese, sul limitare del bosco, c'è una piccola casetta dove dovresti portare questo biglietto, ti prego, trovala... Tutte le mie speranze sono riposte in te !>
Detto ciò uscì sotto il pergolato e dicendo: < Va mio piccolo amico, va da lei!>
Lasciò andare il piccolo volatile.
Dream restò a guardare il picchio che si allontanava sempre più in alto ed il cuore gli si riempì di speranza.
L'uccellino volò senza mai fermarsi andsando in lungo e in largo e cercando di casa in casa l'amata del suo nuovo amico...
Dopo ore di estenuante ricerca, quando ormai stava per perdere le speranze, notò una giovane fanciulla, bella come il sole, osservare triste l'oscurità da dietro una finestra.
Riconosciuta la casetta volò senza esitazione in direszione della bellissima giovane posandosi infine sul davanzale coperto di neve. Col cuore in gola per la gioia di aver portato a termine il compito affidatogli e al tempo stesso desideroso di assaporare il meritato riposo dopo una ricerca tanto lunga, picchiettò sul vetro per attirare l'attenzione di Hope.
Non appena lo vide la ragazza alzò le imposte della finestra aspettandosi di vederlo volare via, cosa che in realtà non accadde! Hope accarezzò dolcemente l'animaletto e con occhi spenti che tradivano il suo sorriso prese in braccio l'uccellino: < Ciao piccolino> disse < Che ci fai qui? Hai fame?> e chiuse le imposte si diresse verso la cucina per cercare un pò di cibo da dare al tenero animaletto.
Solo a quel punto notò il biglietto che aveva alla zampetta e incuriosita lo prese leggendolo. Finito di leggere Hope arrotolò il biglietto e lo nascose sotto il cuscino e voltandosi verso l'uccellino, che nel frattempo si era posato sulla spalliera di una sedia vicina, scoppiò a piangere nonostante un sorriso abbagliante, questa volta sincero, le illuminasse il viso.
Pianse tanto poi non sapendo il motivo di tale sfogo poichè in cuor suo si sentiva felice come non mai.
Sdraiata sul suo letto versò così tante lacrime che alla fine le forze le vennero meno, gli occhi si fecero pesanti e, contenta come una bambina, le si chiusero le palpebre e si addormentò felice e beata con l'uccellino rannicchiato sul suo ventre.
Hope dormì profondamente per tutta la notte sognando il suo principe e il mattino seguente, svegliatasi allo spuntar del sole perfettamente riposata per via del sonno ristoratore, un improvvisa ansia si impossessò di lei...Infatti, vedendo l'uccellino addormentato sul suo grembo, le tornarono in mente le vicende della sera prima e rimase ad osservare il soffitto imbambolata. Hope voleva recarsi all'appuntamento e, nonostante una vocina dentro di lei continuasse a sussurrargli di non andare, non seppe risistere alla tentazione e alla voglia di rivedere il suo amato.
Si alzò risoluta dal letto, si lavò, si vestì in fretta e furia, diede una riassettata veloce alla casa, preparò una colazione alla buona e un misero spuntino per il padre e il fratellino, prese per se un pezzo di pane stantìo che mangiò velocemente tra una faccenda e l'altra e munitasi di secchio e fune, dopo aver fatto un profondo respiro, uscì di casa diretta alla radura dove si trovava il pozzo e sperando di non doversene pentire.
Forse per l'agitazione causatale da quella situazione o forse per qualche altro fattore a noi del tutto ignoto, quel giorno, a differenza di tutte le altre mattine, il viaggio sembrava non finire mai tanto che, nonostante avesse fatto quella strada ogni dì della vita, nella mente di Hope si insinuò il dubbio che avesse sbagliato strada fino a quando un nitrito lontano la fece sobbalzare e voltandosi nella direzione da cui arrivava il verso vide il suo amato Dream in lontananza.
Improvvisamente gli occhi le brillarono, il respiro le si fece più intenso come dopo una corsa sfrenata e, nonostante fosse una triste giornata invernale e il cielo fosse interamente coperto da fitte nubi che non lasciavano trasparire il benchè minimo sprazzo di sole, lei riusciva a vedere il magnifico astro situato al centro dell'universo: vedeva il suo raggio di sole!
Dream, non appena si accorse della sua presenza, balzò in piedi come un militare che scatta sull'attenti al sopraggiungere di un ufficiale.
Man mano che si avvicinava Hope sentiva che in Dream c'era qualcosa che non andava e solo quando fu abbastanza vicina vide la tristezza nei suoi occhi... Una tristezza profonda e anielante, la tristezza dell'amore, la tristezza di chi ama e non solo pensa di non essere corrisposto ma è certo di aver perduto per sempre la fonte di tanto amore.
Le colonne che reggevano il mondo di Hope cedettero e l'intero cosmo le crollò addosso con uno schianto malgrado la giovane cercasse di non darlo a vedere.
Rimasero immobili, uno di fronte all'altro, in silenzio, osservandosi...Fu Dream il primo a riuscire a trovare il coraggio di spezzare quel silenzio bisbigliando un impacciato < Buon Giorno >.
Malgrado il tentativo del ragazzo il silenzio continuò a regnare sovrano nella radura, i due giovani restarono a guardarsi l'un l'altro incapaci di trovare le parole adatte ad una simile circostanza e per paura di sminuire l'importanza di sentimenti tanto profondi o di rovinare la magia di quel momento con futili frasi.
Chiunque avesse assistito alla scena non si sarebbe accorto che in realtà, benchè si sentissero solo gli uccellini cantare, il vento tra le foglie degli alberi e tutti gli altri rumori della foresta, nella radura si stava svolgendo un acceso dibattito...
Ebbene si: i due ragazzi erano perfettamente taciturni e immobili, nulla lasciava trasparire il tema dei loro pensieri. Solo i loro occhi, che non si staccavano nemmeno per un battito di ciglia gli uni dagli altri, esprimevano i loro desideri, le loro passioni, le loro paure, i loro dubbi, i loro sentimenti il loro stato d'animo e soprattutto il loro amore.
Dopo un lasso di tempo che sembrava non finire mai per la seconda volta fu Dream a rompere quella quiete innaturale sussurando un timido < Ti amo>.
Udendo quelle parole d'amore un brivido intenso attraversò per intero il corpo di Hope provocandole un lieve tremolio come se avesse freddo, un macigno le bloccò lo stomaco, la bocca le si fece incredibilmante asciutta e le si fermò un nodo alla gola.
Il cuore iniziò a martellare all'impazzata nel petto come se volesse uscire dal torace, le gambe le tremavano vertiginosamente e col frastuono incredibile del suo cuore che le rimbombava nelle orecchie dovette appoggiarsi al pozzo per timore che le cedessero le gambe facendola cadere al suolo.
Era immobile con le mani sul pozzo, lo sguardo fisso davanti a se, incapace di parlare, di muovere un muscolo.
Persino respirare le costava fatica... Non riusciva a credere alle proprie orecchie....
Lentamente il cuore riprese il ritmo naturale ed il colore tornò sul volto della ragazza.
Sempre con lo sguardo perso nel vuoto riprese il controllo di se stessa e, senza mai voltarsi, lottò contro le proprie emozioni cercando di dominare riuscendo, con uno sforzo immane a trovare il fiato necessario per proferir parola:< Lo pensi davvero?> Disse balbettando... Questa volta fu Dream a non saper trovare le parole e si limitò a sussurrare un semplice < Si > aspettandosi di veder scappare la ragazza per la seconda volta...
A questo punto Hope si voltò calma e per la prima volta ebbe il coraggio di guardare in volto il ragazzo...
I suoi occhi erano lucidi, densi di lacrime che aspettavano il benchè minimo sfogo per venir fuori...
<Ripetimelo ancora > disse con la voce tremante per l'emozione, < ti prego, ripetimelo ancora una volta >.
Dream guardò incredulo la ragazza e con voce serena < ti amo Hope...> confermò! mentre parlava Hope non sentiva più nulla, non distingueva alcun suono, sentiva solo un sapore salato sulle labbra...Era il gusto delle lacrime, le sue lacrime...Lacrime d'amore.
Vedendo il pianto negli occhi di lei Dream si sentì perduto, non sapeva cosa fare...
Poi vinta la timidezza le si avvicinò e le prese il viso tra le mani sussurandole di non piangere...
Ma ormai era troppo tardi, Hope non riusciva a smettere, si divincolò dalla presa e si buttò tra le braccia del ragazzo abbracciandolo forte e senza smettere di piangere.
Dream capì che erano lacrime di gioia ma questo non lo fece certo star meglio, non sopportava di vedere le lacrime negli occhi di quell'angelo che le aveva rubato il cuore.
Per un breve istante, col cuore in gola, Dream allontanò leggermente Hope e senza mai smettere di osservarla le accarezzò una guancia asciugandole le lacrime, poi la strinse forte a se appoggiandole le labbra sulla fronte, sussurandole piano:
< Ti prego amore mio, ti prego non piangere>.
Il viso del ragazzo si abbassò istintivamente e quasi inconsapevolmente a sfiorarle con piccoli baci gli occhi e le guance.
Tutto accadde quasi per magia, nessuno dei due avrebbe saputo dire come ma d'un tratto le labbra si sfiorarono timidamente.
Fu un bacio carico di paura, timore, timidezza ma al tempo stesso profondo e pieno d'amore.
Un bacio intenso e che sembrava non finisse mai.
Ogni parola era inutile, ogni movimento in più avrebbe rischiato di rovinare quel momento...
I due ragazzi rimasero ore e ore abbracciati, seduti con la schiena appoggiata al pozzo non aprirono bocca una volta, ma si tennero stretti fino a quando non giunse il momento di tornare alle rispettive case.
Tornata a casa Hope si chiuse la porta dietro di se e vi rimase appoggiata con la nuca guardando il soffitto con il fiato corto e un sorriso sognante sulle labbra.
Poi fece un giro per casa andando a controllare il fratellino e rimboccarle le coperte, andò al letto del padre, gli diede un bacio sulla fronte e andò in cucina.
Si versò un bicchiere abbondante di acqua...
Poi con lo sguardo perso nel vuoto e un sorriso incantato si mise la camicia da notte e andò a letto...
Una volta sotto le coperte rimase a fissare il soffitto a ripassare con la mente tutto ciò di tanto incredibile le era accaduto nell'arco della giornata fino quando non si addormentò.
Le giornate trascorsero sempre più gioiose.
In casa, sia il fratellino che il padre si accorsero dell'incessiva euforia della ragazza e la guardavano stupiti e divertiti ma in silenzio.
Il suo stato d'animo si riversò sulla casa influenzandone positivamente i componenti...
Luky ad esempio era più sereno e andava a scuola più volentieri, il padre si recava più tranquillo nei campi...
Così passavano le giornate fino a quando, un pomeriggio, mentre erano sdraiati all'ombra d' un pino, Dream si voltò ad osservarla pensieroso.
Poi con un sospiro si girò su un fianco appoggiandosi al gomito e senza smettere di osservarla le disse sovrapensiero: <Hope devo partire >, quando vide lo sguardo di Hope su di lui il coraggio e la determinazione le vennero a mancare e dovette riordinare le idee prima di continuare...Ripreso fiato spiegò: <Devo partire Hope, per cause di forza maggiore,,, ho impegni di lavoro che mi costringono ad assenze prolungate, per questo non mi avevi mai visto da queste parti!
Ma il mio amore per te non finirà mai anima mia.
Lo giuro amore mio... Fosse l'ultima cosa che faccio ti giuro che tornerò Hope... Tornerò da te e insieme creeremo il nostro futuro... Te lo giuro amore mio, credimi non ti lascerò mai! >.
Ricordate la prima dichiarazione d'amore di Dream?
Ebbene per la seconda volta Hope provò le stesse emozioni, lo stesso brivido le ripercorsela schiena...
Ma questa volta era diverso...A differenza di allora era qualcosa di strano che la ragazza non sapeva descrivere, era un misto di paura e angoscia, o forse delusione e dolore.
L'istinto le diceva di stringerlo forte, più forte che poteva e non lasciarlo andar via ma la ragione anche in questo caso prevalse: <Vai amore mio, se il dovere ti chiama devi andare >disse con un acuto tono di dolore nella voce...
Mentre pronunciava quelle parole, alla quale lei stessa non voleva credere, si giurarono amore eterno a quell'uomo che le era entrato nel cuore e che troppo presto doveva salutare e veder andar via nuovamente... Ma questa volta sarebbe tornato, se lo sentiva, l'amore che li legava era troppo forte e la lontananza non avrebbe potuto spezzare quelle solide catene.
Dream si sentì invadere da una pena indescrivibile e per un momento accarezzò l'idea di mollare tutto e tutti per quella giovane fanciulla, per star con lei... Ma decise di dar retta alla vocina dentro di se che gli diceva che sicuramente Hope non avrebbe mai voluto che lui rinunciasse alla sua vita per lei e che se lo avrebbe fatto ci sarebbe stata male e si sarebbe sentita in colpa a lungo, forse per sempre.
Si avvicinò a lei prendendola tra le braccia e la abbracciò così forte che sembrava quasi volesse fondere il suo corpo con quello della ragazza, la strinse forte e la baciò con una nuova passione,come se in cuor suo sapesse che non l'avrebbe mai più rivista.
Mentre si lasciava sopraffare da tanta tenerezza e stava con la testa appoggiata sul petto del ragazzo, Hope riassaporò quel gusto salato che già in passato aveva avuto modo di sentire, si strofinò gli occhi e si accorse che le sue guance erano rigate di lacrime.
Alzò il viso per guardare in volto il suo principe. Non lo aveva mai visto tanto angosciato e, non ne era sicura, ma le sembrava che anche dagli occhi del suo amato stesse scendendo qualche lacrima.
Le lacrime negli occhi del ragazzo erano le stesse che rigavano il volto di lei...
Hope sapeva di essere amata sinceramente ma per la prima volta ne ebbe la certezza vera e propria e vedendo il volto del suo amato traversato da lacrime fu colta da un improvvisa tenerezza e, senza dire una parola, lo baciò dolcemente accarezzandogli lentamente i capelli...
Da li a poco Dream partì e col passare dei giorni aumentava il vuoto dentro lei; senza senza il suo amato il tempo trascorreva inesorabilmente lento e sentiva sempre di più la mancanza di quell'uomo che era diventato la sua vita.
L'unica cosa che alleviava un minimo il dolore della lontananza era che se se non altro tutti i giorni si scrivevano lunghe lettere nelle quali descrivevano dettagliatamente le loro promesse di amore eterno... Messaggero di tale amore era il picchio che ormai era diventato un fedele amico dei ragazzi.
In ogni lettera Dream ribadiva che sarebbe tornato presto ma le settimane volavano via, e con esse i mesi e le stagioni, ma il suo ritorno appariva sempre lontano.
A furia di leggere e rileggere le lettere inviatole dal suo amato, cosa che faceva tutti i giorni, Hope capì, o meglio sempre, che il ragazzo era l'unico figlio di una donna egoista, priva di sentimenti, che lo teneva legato a se non per amor di madre ma per paura di restare sola...
Dispiaciuta per ciò che scoprì Hope voleva a tutti i costi far sapere al suo amato che lo avrebbe aspettato per sempre se fosse stato necessario...
Prese un foglio di carta, un calamaio e, andatasi a sedere al tavolo della piccola cucina rimase con lo sguardo perso nel vuoto in cerca delle parole adatte....
Dopo qualche minuto, presa da un improvvisa ispirazione iniziò a mettere per iscritto il contenuto dei suoi pensieri:
" Il vento soffia freddo
sfiora la mia pelle,
sento il profumo della terra
bagnata dalla pioggia,
l'odore dei fiori;
Sono sola ma...
non mi sento sola
perchè sulla mia pelle
sento l'odore,
il sapore dei tuoi baci...
Ti amo amore mio!
Tua per sempre
Hope "
Finito di scrivere piegò accuratamente il bigliettino stando molto attenta a non stropicciarlo o rovinarlo rischiando così che divenisse illeggibile, si alzò dalla sedia e dopo aver rimesso a posto fogli e calamaio si alzò dalla sedia e dopo aver rimesso a posto fogli e calamaio si recò alla finestra in cerca del messaggero di tale amore e alzando le imposte iniziò a chiamare: <Picchio, Picchio amico mio dove sei? Mi senti? > non vedendo arrivare il piccolo uccellino Hope si perse d'animo e con timbro di voce più basso e appoggiata con spalla e testa alla finestra disse con aria triste: < Dove sei andato piccolo mio? ! Ho bisogno del tuo aiuto... Ti prego >.
Non vedendo arrivare l'animaletto presa dalla disperazione Hope fece per girarsi e fu allora che lo vide giungere...
Si posò sul davanzale con aria parecchio stanca e affannata... Non appena lo vide Hope lo accolse con gioia avvicinandoglisi per dargli modo di poggiarsi sulla spalla...
Poi, dispiaciuta nel vederlo tanto sciupato, lo portò in cucina dove gli diede una buona razione di briciole e un pò d'acqua...
Hope osservava l'uccellino con tenerezza e aspettò con pazienza che fosse sazio e che si fosse riposato e, quando ebbe finito di rifocillarsi, il picchio la guardò curioso come se stesse aspettando che gli venisse assegnato questo nuovo incarico.
Hope prese la lettera che aveva messo in una tasca del grembiule e la legò alla zampetta dell'uccellino stando attenta a non allacciarla troppo stretta...
< Hai gia capito cosa vorrei che facessi per me vero? >
Disse avvicinandosi alla finestra e aprendola: < Vai Picchio mio, va dal mio Angelo > continuò lasciando che l'uccellino si alzasse in volo.
L'animaletto volò via ripercorrendo senza nessuna esitazione il percorso che ormai avrebbe potuto fare ad occhi chiusi da quante volte fece avanti e indietro.
All'uccellino pareva che la distanza che separava i due ragazzi aumentasse ogni volta che la ripercorreva.
Arrivato a destinazione il picchio costatò con delusione l'impossibilità di consegnare subito il messaggio a Dream e ne approfittò per riposarsi un pochino, dopo ore di attesa, un sonno improvviso lo sorprese e si addormentò dovendo rimandare all'indomani il recapito del biglietto.
La mattina seguente, uscendo di casa molto presto, Dream rischiò di schiacciare l'animaletto che si era addormentato sullo zerbino.
Notato l'uccellino il ragazzo si sedette per terra ad osservare con tenerezza e affetto quella pallina di piume, appollaiata, che aspettava solo il suo risveglio.
Dopo qualche minuto raccolse nel vero senso della parola, il piccolo animale: <Piccolo grande amico mio > Disse portandolo in casa, una volta dentro sfilò il biglietto legato alla zampetta e fece accomodare il microscopico volatile su un cuscino di fronte al camino, dove continuò a dormire ma stavolta standosene acciambellato al calduccio...
Dopo di che Dream, sedendosi su una sedia a dondolo li vicino si accinse a leggere il messaggio di Hope...
Un improvvisa fitta gli attraversò il torace, leggendo il biglietto gli si strinse il cuore, le guance gli si bagnarono di lacrime, che trattenute a stento, fuoriuscivano quasi a forza dal dolore che scatenava la lettera inviatole da Hope.
Con le gambe tremanti riuscì ad alzarsi e a dirigersi allo scrittoio da dove estrasse l'occorente per scrivere.
Questa volta non si dovette sforzare per trovare le parole adatte, parole che erano dettate dal suo cuore addolorato...
Con lo strazio in viso iniziò a scrivere:
"Anche se tutto mi sembra sbagliato
io sarò con te.
Anche se questo mi farà male
io sarò con te.
Io ti seguirò,
non sarai mai più sola...
Ti amo"
Per sempre tuo Dream
Finito di scrivere, con mano tremante legò il messaggio con la cordicella e, come pegno del suo amore, lo fissò alla zampetta dell'uccellino che, questa volta meno entusiasta del solito, uscì dalla finestra volando di gran lena in direzione di Hope.
Il biglietto fu consegnato con successo al destinatario che, quando lo lesse, si sentì invadere da una incredibile felicità che ormai non provava più da tempo.
Per la prima volta Hope capì veramente quanto fosse bello l'amore!
Dopo la lettura della lettera i giorni ripresero a trascorrere lenti ma tranquilli (non felici, sia chiaro, tranquilli ).
Per distrarsi si dedicava completamente al piccolo Lucky e a suo padre, sbrigava le faccende domestiche con una meticolosità quasi maniacale e dopo settimane di questa vita tirata al limite, un giorno, mentre preparava da mangiare, un improvviso capogiro la sorprese costringendola ad appoggiarsi alla cucina...
Gia da qualche giorno aveva una lieve tosse ma continuava a ripetersi che non era niente di grave, stessa cosa che ribadiva al padre che, ormai da giorni, la vedeva particolarmente spossata e non smetteva di chiederle di riposare un pochino: < Io e tuo fratello sapremo badare a noi stessi, stai tranquilla figlia mia... Riposati un pò, ne hai bisogno >
continuava a ripeterle il padre che, sentendo l'ennesimo rifiuto da parte della figlia, concludeva sempre con un: <sei tale e quale a tua madre > seguito da un sorriso accennato e preoccupato!
In effetti Hope non potè fare a meno di costatare che effettivamente si sentiva più stanca del solito e la cosa non le era del tutto indifferente nonostante fosse conscia della sua salute ferrea ma la volontà prevalse anche questa volta e ingerita una tazza di brodo caldo e fumante ricominciò con la solita vita...
Ma sapete come si suol dire: "tanto va la gatta al lardo...."!
Infatti la mattina seguente non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto e le gambe le tremavano e cedevano paurosamente.
Ovviamente lei voleva trascinare il problema: < Ci sono troppe cose da fare, non posso mica stare a poltrire a letto >continuava a ripetere cercando di alzarsi... Ma stavolta fu il turno del padre e del fratello di impuntarsi, tanto che la costrinsero a rimanere sotto le coperte.
Lucky l'accudiva con amore e meticolosità esattamente come lei fece in tutti questi anni, passava le giornate accanto al letto della sorella e quando dopo giorni videro che la situazione non cambiava il padre mandò Lucky in paese a chiamare il dottore...
Il medico arrivò alla casetta a sera inoltrata entrandovi per la prima volta in tanti anni.
Dopo essersi fatto spiegare nei minimi dettagli la situazione e dopo aver in separata sede scambiato due chiacchiere col padre, chiese di rimanere solo con la ragazza per poterla visitare in tranquillità.
Padre e figlio ubbidirono e rassegnati andarono a sedersi nell'altra stanza...Rimasero in silenzio per un tempo apparentemente infinito; il passare dei minuti era scandito solo da un lieve ticchettio dell'orologio a cucù appeso ad una delle pareti della stanza, l'agitazione era tangibile nell'aria, i nervi a fior di pelle, il " tic tac " dell'orologio era accentuato da quel silenzio di tomba che lo faceva apparire forte come il suono delle campane della piccola chiesa giù in paese.
Dopo un tempo imprecisato la porta si aprì, Lucky e suo padre fecero un sospiro di sollievo; sollievo che svanì subito non appena videro il volto preoccupato del dottore... La sua fronte corrucciata non prometteva niente di buono...
<Come sta Dottore? > Chiese Lucky
< Si riprenderà? > continuò il padre.
<Signori > Disse il Dottore <voglio essere onesto, la situazione non è delle migliori >.
A quelle parole padre e figlio si guardarono sbigottiti... Il padre si avvicinò una sedia sulla quale si sedette con sguardo vuoto e pieno di panico, Lucky gli si fece subito vicino, come a volerlo sostenere e standogli di fianco gli poggiò una mano sulla spalla guardando il medico come a volerlo incitare a continuare...
<Hope ha tirato troppo la corda > continuò il Dottore<tutta questa vita di sacrifici e di lavoro, questi continui pellegrinaggi al pozzo con qualunque tempo, gli sono costati una Bronco Polmonite...
Per fortuna si può dire che l'abbiamo presa in tempo, anche se non è proprio così, ma ciò non toglie che per nessun motivo deve essere trascurata... >
Ripresosi dallo shock il padre di Hope chiese ulteriori informazioni al Medico che, seduto davanti ad una tazza di the fumante, gli diede scrupolosamente...
Dopo aver finito di spiegare il da farsi e aver consumato la tazza di the offertagli, il Dottore si rimise il soprabito e si diresse alla porta accompagnato dal padrone di casa che non smetteva un istante di ringraziarlo.
Dopo che il Medico se ne fu andato il buon uomo tornò dalla figlia, che si era addormentata e rimase a vegliarla tutta la notte.
Nei giorni a seguire la situazione non parve migliorare granchè...Benchè apparentemente si sentisse un pò meglio Hope era ancora troppo debole per riuscire ad alzarsi dal letto, così debole che trascorreva gran parte delle giornate dormendo di un sonno agitato.
Questo ovviamente gli impediva di comunicare con il suo amato Dream e per lei, si sa, non aver sue notizie era un vero e proprio tormento!
Fino a quando, una mattina che il fratellino era rimasto a casa da scuola, non seppe resistere alla voglia di sentire il suo amato e chiamando Luky : <Fammi un favore > gli disse accarezzandogli una guancia con la mano <dentro quel mobile ci sono dei fogli ed un calamaio, me li prenderesti?>...
Il fratellino esaudì ubbidiente la richiesta della sorella che, quando ebbe ricevuto l'occorrente richiesto, si mise a scrivere con mano mal ferma e con fatica:
"Come polvere dolcemente
accarezzata dal vento
mi agito nel mio letto
pensando a te,
penso che non posso esistere
senza di te.
La mia vita sembra
che si fermi
al solo pensiero
di perderti...
Non mi stanco mai
di amarti...
Non posso fare a meno di pensarti...
Ho bisogno di te:
Ti amo..."
Tua Hope
Questa volta il singolare corriere recapitò subito la breve a Dream che non appena la lesse parve diventare un cavallo selvatico iniziando, in preda ad un dolore lancinante, a distruggere tutto quello che, nella piccola stanza fatta di solitudine e amarezza, gli capitava a tiro.
Prese a spallate i muri, a calci le sedie fino a quando un briciolo di razionalità tornò in lui...
Senza esitare uscì di casa recandosi dritto alle stalle da dove ne uscì qualche secondo dopo spronando come un forsennato il suo povero cavallo, che non era nemmeno stato sellato tanto era la fretta costringendolo ad una folle corsa.
Il fedele animale si lanciò in un galoppo sfrenato correndo veloce come il vento in direzione della dolce Hope.
Il cavallo volò letteralmente fino a quando, incurante della fatica e grondante di sudore schiumato, si fermò proprio davanti alla piccola casetta di Hope!
Dream notò che tutte le luci erano spente tranne quella della camera della sua amata... Doveva e voleva vederla...
Smontato da cavallo prese qualche sassolino e lo gettò contro il vetro delle imposte sperando di attirare l'attenzione della ragazza facendola affacciare, ma purtroppo non funzionò... Allora non sapendo come fare e non potendo entrare in casa passando dalla porta d'ingresso decise di arrampicarsi fino alla finestra... Quando guardò all'interno gli si gelò il sangue nelle vene!
La sua cara Hope era riversa sul letto, dormiva ma non smetteva di tossire e respirava a fatica, con un espressione di sofferenza che le straziava il volto...
Attraverso i vetri chiusi Dream riusciva a sentire il rantolo soffocato dei polmoni della ragazza...
Senza esitare il ragazzo alzò le imposte e entrò all'interno della camera; una folata di vento freddo entrò in casa insieme a Dream svegliando di soprassalto Hope che si girò immediatamente verso la finestra.
Non potè credere ai propri occhi, era convinta di stare ancora sognando...
Non appena lo vide impazzì dalla gioia.
Le lacrime iniziarono a scendere copiose lungo le guance e Dream senza esitare si andò a sedere sul letto accanto a Hope
e stringendola forte a sè, tenendola tra le braccia e baciandole i capelli neri <Piccolo dolce amore mio> disse senza smettere un secondo di accarezzarla e baciarla...
Mentre era stretta nella morsa del suo amato Hope si sentì rinascere nonostante respirasse a stento e fosse percossa dalla forte tosse causata dalla polmonite.
La febbre era fortissima, ma ora che aveva il suo amore accanto a se tutto andava per il meglio, avrebbe anche potuto morire che sarebbe stata felice ugualmente.
Dream rimase tutta la notte con lei, tenendola stretta a se e impedendole dolcemente di parlare per paura che si stancasse troppo. Il mio Dream Parte 2Giunta l'alba il ragazzo dovette andarsene per non essere scoperto dal padre di lei e così in punta di piedi, calandosi silenzioso dalla finestra dalla quale si era arrampicato la sera prima.Dream scappò via ma non smise un istante di pensare alla sua Hope, che ora più che mai aveva bisogno di lui e da quella sera tutte le notti tornò regolarmente dalla sua amata che gli lasciava appositamente la finestra socchiusa e tutte le mattine allo spuntar del sole sgattaiolava via.
Il ragazzo era proprio innamorato...
Quando stavano insieme Dream non allontanava un secondo il suo viso da quello di Hope:< Amore mio ti lascio il mio respiro, vedrai che ti aiuterà a star meglio> diceva tenendola stretta a se, respirandole delicatamente sul viso e senza smettere mai di accarezzarla e baciarla, ero un bacio tenero, carico di passione, una passione che non poteva essere descritta a parole e che sembrava dovesse durare in eterno, come l'amore che si erano giurati.
Dal ritorno del suo amato la preoccupazione sparì dai pensieri della ragazza, i suoi problemi di salute non le facevano più paura perchè ora aveva il suo Dream accanto a se, lui gli dava un sostegno inimmaginabile e, soprattutto, lei confidava ciecamente nel respiro che le veniva trasmesso dal suo amato.
Da quando ricevette l'ultima lettera che le fu inviata, Dream passava molto più tempo da Hope che nel luogo dove sarebbe dovuto essere e la sua assenza non passò inosservata!
Infatti un giorno, incuriosita dal prolungato allontanamento del figlio, la madre del giovane decise di assoldare un uomo per farlo seguire e capire quindi cosa stesse comminando Dream!
Fu così scoperto questo amore clandestino che veniva nascosto tanto gelosemente.
Come al solito le ore passavano troppo velocemente fino a quando Dream non fu costretto a tornare a casa...
<Dove sei stato?> Disse la madre vedendolo entrare in casa.
Non seppe rispondere alla domanda dell'anziana madre e si limitò a guardarla con occhi tristi e spenti...
Inviperita dalla mancanza di rispetto la madre iniziò ad urlare: <Te lo dico io dove sei stato> disse < Sei tornato al paese... E' li che passi le nottate? Rispondimi> e vedendo che anche questa volta veniva ignorata continuò: < Non puoi più vedere quella contadinella.... Te lo proibisco!!
Hai capito o no? Te lo proibisco! Farò in modo che questa pazzia abbia fine! costi quel che costi! >
Dream rimase sconcertato da quelle parole... Voleva bene a sua madre ma sapeva che avrebbe fatto di tutto per porre fine alla storia d'amore tra lui e la sua amata e al solo pensiero che ciò potesse accadere si sentì morire.
Trascorsero diversi giorni, Hope guarì lentamente non del tutto ma nella sua guariggione nonebbe accantoa se il suo Principe che, dopo quel battibecco con la madre sparì senza lasciare traccia e senza dare sue notizie.
Hope è sempre stata una ragazza forte e incapace di starsene con le mani in mano tanto che un giorno, benchè convalescente, si alzò dal letto, si vestì in fretta e: <Vado al pozzo, abbiamo finito l'acqua e ne occorre altra> disse al padre uscendo di casa a passo deciso.
Il brav'uomo fu colto di sorpresa e non ebbe il tempo di rispondere istantaneamente ma ripresosi dalla sorpresa corse dietro alla figlia urlando < Hope, dove pensi di andare? Sei ancora troppo debole...> Poi, sapendo che tanto la figlia non gli avrebbe dato retta continuò < non occorre che vada tu, può andarci Luky , torna dentro, potresti fare una ricaduta...> A quelle parole la giovane donna si impuntò ancora di più e aumentò il passo: Tale e quale a sua madre!
Erano giorni che non vedeva il suo amato e francamente se ne infischiava di una ricaduta, tanto non avrebbe avuto senso vivere senza il suo amato Dream; così ogni mattina, incurante delle raccomandazioni del padre che ormai aveva perso le speranze, alla stessa ora si recava al pozzo, senza badare al tempo...Bello o brutto per lei non faceva differenza!
La speranza di vedere il suo fidanzato era sempre viva dentro di lei nonostante di lui non si vedesse la benchè minima traccia.
Questa situazione la faceva impazzire, la convalescenza, di per se lenta, era resa ancora più lenta dal fatto che Hope non mangiava praticamente niente, dormiva solo poche ore a notte.
Non passava sera che si affacciasse alla finestra restando nottate intere a osservare le stelle e il sentiero e a sognare a occhi aperti.
Fu proprio in una di queste sere che scorse un ombra nell'oscurità e con un improvviso tuffo al cuore bisbigliò: < Dream?, >, non avendo risposta continuò, alzando la voce di pochissimo per paura di svegliare il padre: <Dream, amore mio, sei tu? >.
Niente, nessuna risposta... Eppure la ragazza avrebbe giurato di aver visto un ombra, ma pensando fosse stata solo il frutto della sua immaginazione si voltò e lasciando la finestra socchiusa, come si era presa l'abitudine di fare,si accinse ad andare a letto!
Tre rintocchi scossero la finestra... Cosa poteva mai essere? Hope non ebbe neanche il tempo di porsi la domanda...
< Hei ma che combini? Prima mi chiami e poi mi lasci appeso ad un davanzale? >
A quelle parole la ragazza si voltò come una molla: era lui ... Era proprio il suo Dream che, seduto sul davanzale con una gamba a penzoloni, la guardava con un sorriso smagliante...
Era bello come un Angelo e come al solito Hope, osservando un volto tanto bello si dimenticò di respirare...
< Certo che sei proprio strana> Disse scherzosamente il ragazzo avvicinandosi a lei, poi, divenuto improvvisamente serio, l'abbracciò delicatamente e senza smettere di guardarla negli occhi aggiunse: < Mi sei mancata vita mia>...
Hope non seppe più controllarsi e lo abbracciò con tutta la forza che aveva, ridendo dalla felicità e facendo cadere entrambi con uno scoppio di risa da parte di Dream.
A quelle risate Hope si vergognò della sua goffagine e si tirò su leggermente per guardare timida il sorriso del suo principe azzurro...
Il sorriso di Dream si affievolì fino a spegnersi... solo il silenzio rotto dai battiti dei loro cuori...
I giovani rimasero sul pavimento in quella strana posizione, lui semi-sdraiato appoggiato al gomito destro e lei in ginocchio con le mani appoggiate alle gambe, a osservarsi fino a quando Dream le si fece più vicino e guardandola dritta negli occhi sussurrò:< Ti amo Hope...Non posso vivere senza di te! >.
Rimase in silenzio, come se volesse riordinare le idee, poi con voce grande continuò:< Mia madre ci ha scoperti e ora vogliono separarci amore mio, è gelosa del nostro amore e farà di tutto pur di allontanarti da me! >.
A quelle parole la ragazza scoppiò in lacrime ed ebbe solo la forza di abbracciare stretto il giovane che rimase per terra ad accarezzarle i capelli.
< Ti prego amore mio, promettimi che non mi lascerai mai, ricordi la promessa?> Disse Hope...
< Come potrei dimenticarla? >
< Non posso vivere senza di te > continuò la ragazza, < ed io non posso senza di te, non riesco nemmeno ad immaginarlo piccola mia > Fu la risposta di Dream...
< E tutto così difficile > riprese la ragazza < Perchè non mi hai lasciato morire quando potevi, quando ero ammalata? >
Schhh, ti prego Hope, amore mio, non fare così... Non dire queste cose, vedrai che risolveremo tutto... Disse tenendola stretta a se, poi, senza smettere di accarezzarle i capelli, con voce dolce continuò < se resteremo uniti supereremo anche questa, te lo prometto amore mio. >
< Me lo giuri? > Disse lei con occhi gonfi di lacrime.
<Te lo giuro vita mia >
<Ti amo! >
Rimasero in silenzio, sul pavimento, tenendosi abbracciati l'un l'altro fino a quando Hope, stanca per il forte pianto si addormentò...
Il mattino dopo si risvegliò sul suo letto ben coperta e del suo amato non era rimasta nemmeno l'ombra...
Si alzò a fatica dal letto e per inerzia andò a preparare la colazione...
Così trascorsero le seguenti giornate!
La fanciulla viveva nella paura di perdere il suo fidanzato e, questa paura, era tanto forte che, non tenendo conto o non rendendosene conto dell'attrettanta sofferenza provata da Dream, sfogava nell'egoismo!
Il suo amato era scomparso per l'ennesima volta e lei ogni mattina, svegliandosi sola nel suo letto, si convinceva sempre di più che forse era solo il frutto della sua immaginazione:<Se reale> pensò < non si comporterebbe così>...
Cercò di rassegnarsi all'idea e prendendo carta e penna si appoggiò al davanzale per scrivere al suo amato...
" Si confondono le mie lacrime
in questa triste serata di pioggia,
lentamente avanzo come un'ombra nell'oscurità,
guardo,
queste nuvole
testimoni del nostro immenso amore...
Mentre le osservo confido loro
i miei timori
e le mie gioie.
Come un uragano
sei entrato nel mio cuore
impossessandoti dei miei sentimenti!
Ti sei impadronito della mia anima
diventando sangue per le mie vene,
aria per i miei polmoni,
luce per i miei occhi,
acqua per il mio deserto!
Tu sei il sorriso della mia vita,
sei la favola di questo amore eterno come un sogno:
Il mio sogno!
Ti amo, tua per sempre
Hope "
Questa lettera però, a differenza delle altre, non venne mai spedita, tanto che il picchio, che di tanto in tanto andava a trovare la sua giovane amica, restava al quanto confuso sul da farsi, tanto era abituato a fare da messaggero...
Hope infatti piegò accuratamente il foglio, poi andò fuori a raccogliere una rosa dalla quale staccò un petalo che mise all'interno del cuscino assieme alla lettera così che tutte le sere, andando a letto, potesse addormentarsi accanto al suo scritto...
Il sole tramontava e sorgeva, sorgeva e tramontava fino a quando [...]
Mi piacerebbe rendere partecipi anche voi perciò, cari amici, date voi un finale a questo racconto (poi fatemi sapere)...
Io non so quando scriverò il mio, forse tra un mese, forse tra un anno, forse domani o forse mai... Chi lo sa?
Francamente spero di scriverlo il più tardi possibile così Hope potrà continuare a sognare ancora a lungo...Grazie per la vostra attenzione!
Giovanna M.
- QUESTO E' IL MIO FINALE MAMMA -
[...] Una sera andando a dormire si accorse che mancava qualcosa... Infatti quando appoggiò la testa sul cuscino non sentì il comune scricchiolìo della carta... Presa dalla curiosità controllò all'interno del cuscino e constatò che la lettera era sparita!
Un agitazione improvvisa si impossessò di lei... Dove diavolo era finita la letterà? Era tutto ciò che le restava del suo Dream... Non poteva perderla!
Con la morte nel cuore cercò il foglio in tutta la casa ma non la trovò... Disperata si accasciò sul letto con la testa tra le mani sperando in un miracolo!
Vi chiederete che fine aveva fatto sto biglietto...
Bene, ricordate il picchio? il caro animaletto si era affezionato così tanto a Dream e Hope che non poteva permettere che finisse così. Prese una piccola iniziativa: si intrifulò in casa di Hope e tanto fece che riuscì a sfilare il biglietto dal cuscino e, tenendolo stretto nel becco, volò via in direzione della casa di Dream.
Quando,morto dalla fatica, il picchio si trovò in vista della casa del suo amico ebbe una strana sensazione ... Infastidito da quello stato d'animo aumentò l'andatura e in pochi minuti si posò sul davanzale della casa... Guardando all'interno vide che tutto era stato messo a soqquadro e in un angolo era seduta l'anziana madre del ragazzo.
L'uccellino continuò a guardarsi intorno non capendo cosa fosse successo fino a quando non lo vide... Dream era di fronte alla porta e si accingeva ad aprirla uscendo di casa infuriato !
Il piccolo animaletto non si perse d'animo e volo intorno alla casa fino a trovarsi faccia a faccia con Dream che quasta volta, infuriato come era, non lo degnò di uno sguardo... Il volatile continuò a ronzargli intorno fino a quando il ragazzo fu costretto a prestargli attenzione ... A quel punto notò il biglietto che aveva in bocca e lo prese... Aprendolo cadde il petalo di rosa che Hope vi aveva messo al suo interno... Quando finì di leggere Dream girò il foglio e sul retro scrisse poche parole fredde e crudeli :
" E' inutile, questa storia non può funzionare...
dimenticami !
D. "
Lasciò cadere il biglietto che venne subito raccolto dal piccolo picchio che, come al solito, senza neanche prendere fiato lo portò immediatamente a Hope!
Dream,lasciato cadere il biglietto, corse via con tanta rabbia nel cuore da sembrare un tornado... Corse senza esitazione nella stalla dove iniziò a prendere a calci tutto quello che vi trovò... poi non riuscendo a sfogarsi si strinse stretto al collo del cavallo e scoppiò a piangere...
< Ho dovuto farlo > disse tra un singhiozzo e l'altro < Sono stato troppo egoista a pretendere di tenerla legata a me... Tu mi capisci vero?> disse rivolgendosi allo splendido animale < Io voglio solo vederla felice e finchè sarà con me non potrà esserlo perchè la mia vita non lo pemette! >...
Nel frattempo il picchio era arrivato alla piccola casetta di Hope ma non vi trovò la sua amica che era andata come di consuetudine a prendere l'acqua per il fabbisogno necessario della sua famiglia; non trovando nessuno e non sapendo a chi lasciare il biglietto l' uccellino entrò in casa,lasciò lo scritto sul cuscino della giovane ragazza e volò a poggiarsi sull'albero vicino alla finestra della camera di Hope e dai cui rami riusciva a vedere chiaramente all'interno della stanza.
Dopo qualche minuto la ragazza rientrò a casa e si diresse in camera... Da quando il suo amato era scomparso nuovamente non riusciva a trovare la forza di affrontare la vita e le solite faccende quotidiane; non appena si richiuse la porta alle spalle notò subito il biglietto sul cuscino e si lanciò subito sul letto per afferrare il foglio e stringerlo a se...
Quando voltò la lettera vide le poche riche che Dream le scrisse sul restro... Il mondo intorno a lei si spense,il cuore smise quasi di battere e una disperazione totale si impossessò di lei...
Senza riflettere uscì di casa correndo e piangendo;corse a lungo,così a lungo che giunse all'altro estremo del bosco,dove gli alberi terminavano sulla scogliera che scendeva a picco sul mare e senza nemmeno voltarsi o esitare si gettò nel vuoto...
Il bel cavallo fissava il suo padrone che per la prima volta lo vide piagere... Ebbene si, anche gli animali piangono. Il cavallo trasmise una strana sensazione a Dream, come se volesse trasmettergli i suoi pensieri e,in un momento di lucidità, Dream drizzò il capo dicendo: < Ma cosa sto facendo? E' lei la mia vita... Non posso rinunciarvi così,non senza combattere>.
Non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase che il picchio entrò all'interno della stalla scendendo in picchiata e a una velocità che non si sarebbe mai pensato per un uccellino tanto piccolo... L'animaletto senza nemmeno fermarsi iniziò a volare all'impazzata intorno a Dream e a tirarlo per i vestiti... Colto di sorpresa il ragazzo restò confuso e impacciato e il piccolo uccellino vedendo la confusione sul volto del suo amico e non avendo tempo da perdere sfruttò un suo dono naturale: si avvicinò ad una trave in legno e iniziò a picchiettare con il becco fino a quando non scrisse una semplice parola ma carica di significato: HOPE !
Dream leggendo il nome della sua amata inciso sulla trave e vedendo l'agitazione incredibile dell'uccellino capì che Hope era in pericolo e meno di un secondo dopo eccolo spronare il suo cavallo facendolo correre dietro al picchio come se avesse un branco di lupi alle calcagna.
Hope sentì solo il gelo del mare e nient'altro...l'impatto con le onde le provocò un piacevole senso di torpore e non si sentiva nemmeno di lottare per rimanere a galla,in fin dei conti che senso avrebbe avuto vivere senza il suo amato?
e con questo pensiero in mente si lasciò andare felice di rinunciare ad una vita senza Dream...
IL buio si impossessò di lei quando due forti braccia la cinsero decise e la portarono in superficie... Dream lottò contro le onde e la corrente deciso a portarla in salvo... D'un tratta si presentò loro la salvezza poichè la corrente li aveva portati vicino agli scogli: < Resisti amore,ti prego > disse Dream aggrappandosi a uno spuntone di rocce li vicino... Con fatica riuscì a trarsi in salvo portando con se la fanciulla che,non appena fu investita dall'aria ghiacciata riprese i sensi...
Dream non ebbe nenache la forza di parlare tale era la paura che aveva avuto e preso dai sensi di colpa non poteva fare a meno che tenere stretta a se la sua amata: < Sono qua io amore... Ora è tutto finito amore...tutto finito > disse e riscaldandola continuò :< Ti prego perdonami... non ti lascerò più sola... la mia vita sei tu,al diavolo tutti gli altri > e continuò a tenerla stretta... Il cavallo si avvicinò lentamente fino ad accovacciarsi accanto ai due giovani per riscaldarli con il piccolo uccellino che si riposava rannicchiato sulla groppa del cavallo!
Preso da una sorta di illuminazione Dream si alzò e senza dire una parola mi venne incotro... mi accarezzò e abbracciò con un affetto che non mi aveva mai dimostrato prima dopo di che mi tolse briglie e sella e senza smettere di accarezzarmi mi sussurrò < Vai amico mio... Sei libero,grazie di tutto non dimenticarmi > una lacrima gli spuntò dal viso < Vai > mi ripetè... Poi si voltò verso la sua amata e aiutandola ad alzarsi la abbracciò forte a se < Perdonami > le disse < Ora saremo solo tu e io lontano da tutto e da tutti amore mio >... Quella fu l'ultima volta che vidi il mio vecchio amico Dream che si allontanò mano nella mano alla luce del tramonto con la sua amata Hope... L'unico amico che mi è rimasto ora è il piccolo picchio che venne via con me...
Come vedete cari fratelli non tutti gli umani sono privi di cuore...
Fabio C.
11月2日 PaureNel silenzio di questa stanza
confido i miei pensieri,
le mie paure che prendono forma
e mi incatenano a questa vita.
Questo cuore,
inchiodato dalla passione,
l'ho donato a te!
Il mio cuore batte all'impazzata!
Pensando ai tuoi occhi,
specchio dell'anima più pura,
e al tuo sguardo su di me,
mi sento trafiggere l'anima dal tuo amore.
Mi sento accarezzare la pelle,
sfiorare i capelli...
Mi sento stringere forte al tuo petto,
tra le tue braccia...
E queste paure??
Queste paure svaniscono
perchè ti sento mio.
02 / 11 / 2009 Giovanna M.
10月24日 E'cambiato tutto Sono affacciata alla finestra che aspetto una telofonata e guardando questo piccolo cellulare che ho tra le mani mi rendo conto di quanto sia cambiata la tecnologia...
Un cellulare...oggi è praticamente diventato l'unico mezzo di comunicazione interpersonale...
Vi ricordate una volta? I cellulari non c'erano ma non era un problema, anzi, era fin bello...
una volta per parlare con un/a fidanzato/a che era lontano/a si mandava una lettera dalle cui righe strabordavano sentimenti, stati d'animo e quant'altro; ed era anche più bello perchè la si doveva aspettare (a volte anche con ansia) e quando arrivava, al pesiero che finalmente si potevano avere notizie della persona amata, la si apriva con una sorta di frenesia...Da un certo punto di vista questo poteva anche servire a rafforzare i legami...Ora invece con questi cosidetti sms non c'è più valore perchè tante cose si danno per scontate...Gli sms ti permettono di essere sempre in contatto con la persona amata, questo è vero, però hanno fatto perdere dei valori fondamentali...
Con un sms non puoi esprimere al meglio quel che senti perchè comunque si ha a disposizione un ristrettissimo numero di caratteri, ed inoltre vengono usati fin troppo nella comunicazione con altre persone...Ci sono ragazzi che sono così tanto abituati a comunicare via sms che una volta di fronte alla persona in questione non sono in grado di dire nulla perchè diventati incapaci di rapportarsi con altri individui.
Una volta un TI AMO ti faceva girare la testa, tremare le gambe, divetare rossa...adesso non fa più effetto (o anche se lo fa la perona che lo dice non lo sa perchè non è presente) perchè una parola importante come questa viene detta per sms...Volete mettere un TI VOGLIO BENE sentito con il cuore e detto guardandoti negli occhi con un T.V.B. detto per messaggio?Queste parole hanno perso di significato perchè si è così tanto abituati a scriverlo con tanta leggerezza che alle volte lo si dice allo stesso modo...
E poi non dimentichiamo che comunque questi sms sono anche un danno in una coppia perchè possono essere facilmente fraintendibili e di conseguenza fonte di separazioni o litigi...ma quel che è peggio è che adesso ci si lascia anche per sms...
Ma dove siamo arrivati?
Peggio dei robot...Corteggiare una persona per sms (mentre una volta si dedicava una bella serenata),chiedere un appuntamento per sms (magari il primo appuntamento),dire le frasi più toccanti tramite sms e addirittura lasciarsi via sms, senza una spiegazione dettagliata.
Che squallore !!!
Ma siamo ancora essere umani o stiamo diventando anche noi dei cyber senza sentimenti?
Perchè qui è di sentimenti che si parla e questo comportamento a parer mio significa non aver più alcun rispetto per i propri sentimenti e di quelli altrui.
Vi raccomando nuove generazioni non fate questi errori, non perdetevi la bellezza di una vita vissuta pienamente e di persona e soprattutto non perdete l'incanto di un corteggiamento pieno di emozioni.
(persino gli animali,a modo loro,non hanno perso l'istinto del corteggiamento in piena regola)
Un bacio Giovanna
10月21日 BricioleBriciole di speranza
scivolano giù dalle sue mani,
sono briciole con il sapore dei suoi baci.
Briciole
che hanno il sapore
dei ricordi.
La mente esplora
desideri nascosti
mentre il suo corpo si china
e le gambe cedono.
Sul volto scendono
lacrime di amarezza.
Un grido strazia
questa stanza buia
mentre il suo cuore
si lacera.
Briciole di speranza
con il sapore dei ricordi
in ogni angolo
di questa stanza
21/10/2009 Giovanna M.
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